Le stele “a specchio”, databili all’età romana tra il I sec. a. C. e gli inizi del II sec. d. C, sono reperti realizzati in pietra che recano incisa su un lato una raffigurazione schematica del defunto.
I ritrovamenti (tutti in giacitura secondaria e quindi relativi alle fasi di riutilizzo) sono concentrati in alcune zone della Sardegna, in particolar modo nel settentrione e nell’oristanese.
Si ipotizza che, originariamente, fossero dei segnacoli votivi o simboli funerari.
L’origine delle stele a specchio è piuttosto dibattuta dagli studiosi: alcuni vi riscontrano una continuità con l’età nuragica e punica, altri li ritengono un esito della romanizzazione nelle aree interne dell’Isola.
Possono dunque essere considerate un interessante esempio di commistione tra culture e popolazioni.

